Gli Stati Uniti d’America, i grandi liberali puliti Stati Uniti d’America. Diciamo che non fu proprio così per neri e omosessuali e “Lontano dal Paradiso”, come altri film prima di questo (La forza del singolo, Pomodori verdi fritti alla fermata del treno…) ce lo mostra ambientando la vita di una donna, Cathy Withaker, negli anni Cinquanta. La florida America navigava nell’odio razziale nascosto da buone maniere e pettegolezzi, disprezzava coloro ai quali doveva la pulizia delle sue belle casette a schiera e non mancava di rimarcare le differenze tra un bianco e un negro. Ci sono state pellicole migliori di questa sulla difficile situazione degli ex-schiavi prima dei rivoluzionari sixties, ma “Lontano dal Paradiso” funziona piuttosto bene e i suoi difetti vengono tuttavia messi da parte quando la storia prende corpo. Oltre alla protagonista femminile interpretata da Julianne Moore, ci sono due uomini: Frank Withaker, marito di Cathy, e Raymond, suo giardiniere nero. Il primo deve nascondersi e vergognarsi d’essere omosessuale tentando di farsi curare da questa “malattia” ovviamente senza risultati (il matrimonio e la procreazione come dimostrazione indiscutibile di normalità vacilla di fronte a un ragazzetto biondo di cui s’innamora inaspettatamente) e il secondo lotta quotidianamente per essere se stesso. Una comunità chiusa e bigotta che dovrà fare i conti, fra non molto, con i profondi cambiamenti socio-politici del Sessantotto e tristemente somigliante ad una cartolina, finti fin nelle ossa. Una mentalità che chiuderà un amore in sboccio tra Cathy e Raymond, qualcosa che intimamente viene sperato da entrambi ma non detto. Non si tratta di un film strappalacrime nè particolarmente romantico anche se è evidente l’obiettivo del regista: mostrare l’amore al di là delle categorie sociali senza nascondere la grande tragedia personale di tanti “diversi” ma su questa intenzione crolla e non dona granchè allo spettatore se non il desiderio di scappare da quel circolo di buffoni in giacca e cravatta che nasconde sotto sorrisi patinati e colori sgarcianti amanti e pervesioni.
di Clara Ramazzotti
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