Chinema


Espiazione
21 Settembre, 2007, 3:07
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Film costellato di delicatezze, piccoli passi, piccole frasi. Una storia travolgente e intima, dolorosa ma non tragica, sempre pervasa dal senso di colpa e dal rimpianto di una piccola bambina mai cresciuta, neppure quando si trova anziana davanti allo specchio. Storia di due sorelle separate dall’errore di giudizio di Briony, la più piccola e creativa, che accende la fiamma della sua fervida immaginazione, così utile quando si diletta nella scrittura ma altrettanto fatale nel momento in cui vede la sorella più grande, Cecilia, fare l’amore con Robby, un giovane prediletto dal padre. Confondendo l’amore con lo stupro e restando cieca di fronte alla realtà dei fatti, Briony denuncia Robby senza avere alcuna prova nè la certezza che a compiere quell’orribile gesto nei confronti di Lola, una sua cuginetta, sia stato proprio lui (e in effetti è innocente, la colpa va esclusivamente a Paul Marshall, amico del fratello di Cecilia e Briony).
Chiuso quattro anni nella sua cella, fermo immagine di una vita felice che poteva essere, Robby si arruola come soldato semplice nella Seconda Guerra Mondiale…La tragedia e il sangue lo attraverseranno come imprimeranno la loro crudeltà su una più cresciuta e consapevole Briony, ora infermiera come la sorella Cecilia.
Le immagini favolose del dramma interiore che attraversa Robby, lo sbalzo dei colori – dalla verde e profumata Inghilterra alla Francia grigia e rossa, ombra di se stessa, all’azzurro e bianco degli ospedali e delle divise, la perfezione che si sfacela fotogramma dopo fotogramma restando paradossalmente bellissima. Il regista, dopo Orgoglio & Pregiudizio – bello ma meno curato nei dettagli -, propone un film sottile ma ricolmo di energia, empatico, le luci soffuse, l’acqua – che oserei definire la co-protagonista – e lo sguardo dei protagonisti, eccelsi nelle loro diverse interpretazioni (Keira Knightley è Cecilia, James McAvoy è Robby, Saoirse Ronan è Briony) e umili come se non fossero di fronte alla telecamera, come se avessero fermato il tempo e fossero piombati davvero negli anni Trenta, in una malinconica storia d’amore “cui tutto si riduce a pochi momenti condivisi in una biblioteca” afferma Robby per definirla. Fugace quanto intensa e unica quanto fondamentale per il corso delle loro vite. Al termine del film resta da chiedersi cosa sarebbe successo se… Robby avesse continuato a studiare Medicina con la sua amata Cecilia al fianco? Se Briony fosse cresciuta senza fermi, limiti, timidezze e paure e colpe? Se tutto fosse stato perfetto e liscio, come sarebbe vissuto questo amore?
Domande che al termine di ogni grande film mi pongo e per cui l’unica risposta è una piccola lacrima.
Andate a vederlo, ve lo consiglio spassionatamente, è un piccolo pezzo di dolcezza e amarezza insieme che si appriopriano del vostro cuore.

di Clara Ramazzotti


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